Qualche domanda all’onorevole Quintarelli

Stefano Quintarelli è una persona che non ha bisogno di presentazioni, soprattutto nei confronti di color che lavorano in ambito informatico e digitale. In una sola frase: se dovessimo eleggere un simbolo dell’informatica italiana degli ultimi anni, credo, riscontrando il consenso di molti, che il nome di Stefano salirebbe rapidamente in cima alle classifiche, sicuramente sul podio.

Una svolta storica la sua, quella di cui diverse testate online e cartacee hanno parlato in questa ultima settimana. Di fatto, si è trattato di aggiungere ad un comma piccolissimo della nostra Costituzione tre paroline in più; tre paroline “magiche” e indubbiamente molto significative per il futuro della nostra penisola digitale.

Il comma “r” all’articolo 117 del Titolo V della nostra Costituzione recita: “pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno” limitando le competenze dello Stato all’esclusivo coordinamento sui dati. Ora, con l’emendamento dell’On. Quintarelli il comma r verrà così rielaborato: pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informatico dei dati, dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche dell’amministrazione statale, regionale e comunale“.

Per capire un po’ meglio cosa significa questa piccola ma sostanziale modifica, ho fatto qualche domanda all’autore della proposta.

 

Caro onorevole, come mai nel suo primo intervento in parlamento scelse di ritirare la sua proposta?

Non sarebbe mai stato approvato senza averlo “messo in campo”, seppur con l’intento di ritirarlo. Se lo avessi ritirato prima, non avrei dato l’opportunità ad altri di intervenire. In questa maniera, ho dato l’opportunità di discuterlo, riscontrando con mia grande sorpresa e commozione, la coesione di tutti, che ha permesso successivamente un voto favorevole e quindi la sua approvazione.

Dichiara di essersi commosso dopo la votazione unanime. Come mai questo sentimento?

Non capita tutti i giorni di cambiare un articolo della Costituzione con l’approvazione da parte di tutto il parlamento. Sono stato felice e commosso di questo risultato davvero sorprendente.

Nell’articolo 117 di cui sopra, sono state aggiunte tre parole fondamentali: “processi”, “infrastrutture” e “piattaforme informatiche”, che passano ora in gestione esclusiva allo Stato. Cosa comporteranno queste modifiche?

Grazie a queste modifiche stiamo togliendo un tappo che impedisce di legiferare per coordinare il digitale delle Pubbliche Amministrazioni. Dobbiamo proseguire su questa strada, dobbiamo arrivare fino in fondo, cambiando profondamente tutto ciò che è di nostra competenza. Allora, saranno necessarie delle leggi giuste, fondamentali. A questo punto le leggi su cui ci baseremo saranno uniche e uguali per tutti, nazionalmente riconosciute e finalmente non anticostituzionali.

La modifica all’articolo di cui si è fatto portavoce permette tra le varie cose di migliorare l’interoperabilità dei dati. Quanto abbiamo bisogno di dati per l’appunto interoperabili?

Questa modifica all’articolo 117 inaugura una nuova era per l’Italia (che diventa) Digitale. L’interoperabilità dei dati è un fattore fondamentale. Il nostro lavoro mira ad abbattere un gap strutturale su cui oggi si basa tutta la nostra vita, su cui si basano le imprese, e soprattutto gli enti comunali e regionali. È stato bellissimo e davvero importante vedere che tutti siamo stati d’accordo, il parlamento intero. La modifica proposta non va a beneficiare assolutamente nessuno schieramento, ma andrà a generare un benessere collettivo, di cui tutti nessun escluso, potranno beneficiare.

Crede, nella posizione in cui si trova, che come Paese possiamo farcela nelle sfide digitali che ci attendono? Lei ci crede?

Fa ciò che puoi, accada ciò che accada. Antico proverbio francese.

Ringrazio personalmente Stefano Quintarelli per aver dedicato del tempo a rispondere a queste domande.

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Matteo Troìa / 2019