Gesti che …

Ci sono gesti che allungano. Le distanze, i rapporti, le ore. Gesti che talvolta facciamo inavvertitamente senza chiedercene il senso, vuoi per abitudine consolidata o per disattenzione, per poca cura. L’indifferenza, un sorpasso in una coda, una dimenticanza, un messaggio non recapitato, un “grazie” o un “permesso” non detto, come un’occasione d’affetto persa perché non siamo stati attenti. Ci vuole sincronia nei rapporti. Allunga un abbraccio non dato : uno sincero, consolatore, sostituto di tante parole che diventano rumori fastidiosi anziché suoni. Allunga un “mettersi in ascolto” evitato, per la fretta o per la comune presunzione che ci spinge a voler avere sempre ragione, ad ogni costo. Un parlare a sproposito, un rinunciare all’essere umili di fronte a chi ha più esperienza di noi. Sono gesti che allungano le distanze tra i cuori e induriscono il cemento dei muri che ci alziamo attorno.

Ci sono però gesti che accorciano. Le distanze, i rapporti, le ore. Un sorriso regalato per esempio, con la voglia di rendere sereno il prossimo in maniera gratuita. Uno “scusa“, perché aiuta chi lo dice e chi lo riceve: il primo a mettere l’affetto sopra l’orgoglio, il secondo a ritrovare la sensazione di accoglienza perduta. Accogliere. Accogliere accorcia la paura del prossimo, e la paura di essere a nostra volta accolti. Accorcia un “come stai?” e un “buona giornata“, il riportare la tazzina del caffè al banco o il chinarsi a raccogliere un oggetto caduto a chi ci stava davanti. Accorcia dare la precedenza in auto, viaggiare a modeste velocità per godersi il panorama, allungare il rientro a casa perché sei in macchina con la persona che ami e vuoi aspettare le fine della canzone che danno per radio. Accorcia l’accorgersi, e il mettersi al servizio. Accorciano il tempo le ore felici. Quanto tempo dedichi alla tua felicità? Accorcia l’andare a trovare una persona, spostandoci fisicamente da lei, a casa sua, non sulla sua pagina online; perché le tecnologie é vero, le distanze le azzerano, ma c’è bisogno di fare strada per le cose che contano.

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Matteo Troìa / 2019