Dieci cose agli angeli

Comincia l’edizione 2018 di Pordenonelegge, la Festa del libro con gli autori.

La manifestazione è famosa, oltre che per la sua conclamata importanza, anche per essere animata dagli angeli, ragazzi giovani che dedicano il loro tempo prima dopo e durante le giornate del festival, a presidiare gli eventi, ad allestire i luoghi della manifestazione, ad accompagnare gli autori e a svolgere un’innumerevole serie di altre mansioni utili alla buona riuscita di un evento di grande, grandissima portata.

Anche quest’anno sarò impegnato nella veste di angelo, e a dire il vero, l’edizione a cui mi appresto a partecipare consacra il mio decimo anno con le ali. Per me gli anni di Pordenonelegge sono stati anni incredibili, perché mi hanno permesso di conoscere, di imparare, di capire e di crescere.

Da capo angelo, (anche se c’è chi mi prende in giro definendomi “arcangelo”), giunto ormai al mio decimo anno di servizio, sento di dover lasciare dieci cose agli angeli. Dieci cose che ho imparato partecipando a questa manifestazione, in maniera diretta, o inspiegabilmente di sponda.

A quelli che ci sono ora, e a quelli che verranno.

1

Il vostro compito è garantire l’armonia dell’evento che presidiate. L’armonia è una parola che usa anche la Musica, dove significa “consonanza di voci o di strumenti in accordo tra loro e grati quindi all’orecchio e al cuore”. Le persone che partecipano al “vostro” evento, dovranno avere la sensazione che tutto è stato pensato ed organizzato per tempo e che si trovano nella miglior condizione possibile per godersi l’evento a cui assistono. Siate gentili, educati, sorridenti e disponibili. Fate in modo di soddisfare le richieste di tutti, nei limiti del buon senso e soprattutto della sicurezza del pubblico.

L’armonia è una parola che usa anche la musica, dove significa “consonanza di voci o di strumenti in accordo tra loro e grati quindi all’orecchio e al cuore”. 

Le persone che partecipano al “vostro” evento, dovranno avere la sensazione che tutto è stato pensato ed organizzato per tempo e che si trovano nella miglior condizione possibile per godersi l’evento a cui assistono. Siate gentili, educati, sorridenti e disponibili. Fate in modo di soddisfare le richieste di tutti, nei limiti del buon senso e soprattutto della sicurezza del pubblico.

2

Ogni evento avrà bisogno di una serie di accortezze minime ma fondamentali. Sono quelle accortezze che pochi notano, ma che fanno la differenza. I cavi elettrici sono in ordine? Le sedie sono state rimesse in fila dopo l’evento precedente? Avete buttato nel cestino l’eventuale immondizia abbandonata? Avete dismesso il materiale precedente per far spazio a quello nuovo? Curate i dettagli, mantenete l’ordine, esigete la precisione, poiché come diceva uno che cito troppo spesso, “il design non è come appare. Il design è come funziona.”

 

3

Ci saranno situazioni in cui non saprete come comportarvi, soprattutto nel rapportarvi al pubblico. Una risposta sbagliata talvolta è peggio che un minuto di attesa. Chiedete cortesemente al vostro interlocutore di attendere e rivolgetevi ad un vostro collega angelo o ad un vostro superiore. Non abbiate paura di far attendere uno spettatore, poiché tornerete presto da lui con delle informazioni certe e precise. Non abbiate paura, in generale nella vita, di non sapere qualcosa. Oggi viviamo in un mondo in cui tutti si sentono capaci di parlare di tutto, di avere sempre la risposta esatta per qualsiasi questione. Prendetevi il tempo per capire, per capire meglio, per approfondire, per chiedere. Perdete questo tempo e questo tempo vi sarà fecondo.

4

Le regole di una squadra devono essere uniche e condivise da tutti.Non c’è cosa più controproducente, durante la manifestazione, di due angeli della stessa squadra che danno informazioni discordanti. Le regole più importanti vanno condivise col vostro capo angelo e con tutti gli altri componenti del vostro team. Un gruppo di lavoro, quando “entra in azione”, deve avere un orizzonte comune, deve avere delle fondamenta di pensiero condivise e riconosciute da tutti, deve avere un insieme di regole che una volta concordate non cambiano fino ad eventuali contrordini.

5

Ciò che dice il capo angelo va rispettato. È l’unico che può e deve prendere l’iniziativa senza chiedere permesso ad altri (salvo, a volte, al responsabile della sicurezza). Non avventuratevi in decisioni che non sapete gestire: potrebbero creare imbarazzi, confusione o danni. Un gruppo ha sempre bisogno di un leader, che non è colui che ordina, ma è colui che conduce, che accompagna, che sprona, che si accorge, che guida (cose assai più difficili del dare solo ordini).

6

Il leader della vostra squadra non deve essere un dittatore, ma semplicemente la persona con maggiore esperienza rispetto alla vostra. Ciò che dice va rispettato, ma non per questo è vietato dissentire o è vietato proporre una soluzione che reputate migliore. Anche i capi angeli sbagliano, anche i vostri professori, anche i mega dirigenti d’azienda, anche il vostro capo antipatico sul vostro posto di lavoro. Se non siete d’accordo: dissentite. Non fatelo di petto, non vi sarà utile. Siate complementari alle storture di chi avete di fronte.

Se non siete d’accordo: dissentite. Non fatelo di petto, non vi sarà utile. Siate complementari alle storture di chi avete di fronte.

7

La miglior riuscita di un evento (o di un progetto) nasce dalla capacità di lavorare di squadra. Non sempre si gioca in punta. Chi segna esulta, ma senza l’assist dalle retrovie non sarebbe arrivato davanti alla porta. Nessun ruolo o compito che vi verrà affidato sarà meno importante di quello affidato al vostro vicino. Talvolta vi verranno assegnati dei compiti estremamente noiosi, che però saranno estremamente necessari alla buona riuscita dell’evento. In generale: abbiate pazienza, e fate bene il compito che vi è stato assegnato, qualunque esso sia. Imparerete molto di più nel disagio di un ruolo o di una situazione, rispetto ai casi in cui vi sentirete protetti e immediatamente al vostro posto.

8

Pordenone… legge, ma voi… ascoltatechiedete e guardate. Non siete solamente degli automi delegati a gestire degli eventi. Avete la fortuna di essere immersi in questa splendida festa della cultura da una posizione privilegiata. Usate il festival (e quindi la Cultura), per crescere umanamente.

9

Parlate con i vostri colleghi angeli. Contribuite a creare una bella squadra. Chiedete loro chi sono, fatevi raccontare la loro storia; conoscetevi e riscoprite nella parola detta e nella parola ascoltata il solo vero veicolo per comprendervi e per riconoscervi. Sappiate chiedere quando non sapete qualcosa, ma sappiate anche consigliare e suggerire quando vedete il vostro vicino in difficoltà.

10

Non è ancora mai stato dimostrato che gli Angeli del Cielo sorridono. Una vastissima letteratura però, testimonia che gli Angeli di Pordenonelegge sorridono. Traferite la vostra positività alle persone che incrociate. Traferite la vostra cortesia, la vostra educazione. Non vi chiamano “angeli” per caso. Siete angeli per prendervi cura, dei luoghi e delle persone. Testimoniate la vostra missione. Il mondo ne ha un gran bisogno.

 

Buona Pordenonelegge!

Pordenonelegge – Festa del libro con gli autori, è una delle più grandi manifestazioni letterarie italiane.

Si svolge a Pordenone, da ormai vent’anni, nel mese di settembre.

Questo è il sito ufficiale della manifestazione.

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Matteo Troìa / 2019